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a cura di Angelo Totaro enologo di Mare in Italy
Stesso nome differente prodotto o stesso prodotto con nome differente.
Ormai diverse e numerose sono le rubriche sui vini, presiedute da nomi altisonanti o da perfetti sconosciuti, tutte però sono accomunate, a mio parere, da terminologie e conoscenze non sempre delucidate in maniera semplice; non dico che questo non giovi al fascino di un mondo al quale fortunatamente ci stiamo riavvicinando ma piccole chiavi di lettura sono, sempre secondo il sottoscritto, indispensabili. Anche affinché chi voglia bere una buona bottiglia di vino non debba necessariamente seguire un corso specialistico.
Molti lo sapranno già ma non so se vi siete mai ritrovati di fronte a due vini dai nomi diversi, provenienti da regioni differenti ma appartenenti allo stesso vitigno, o ancora gustare due vini, prodotti dalle stesse uve tipiche di una zona, magari raccolte a poche centinaia di metri di distanza, e con caratteristiche organolettiche diversissime.
Il vitigno è la varietà di vite coltivata e spesso è accompagnato da attributi come “autoctono” o “internazionale” per indicarne la provenienza.
Il nome del vino che leggiamo sulla nostra bottiglia non sempre ricalca quello del vitigno, ma può essere un nome di fantasia oppure può indicare la zona di provenienza.
Esistono leggi, “disciplinari”, che indicano ai produttori quali varietà o cultivar piantare in determinate zone, così da assicurare la tipicità di molti prodotti; affianco a queste tipologie differenti regione per regione ci sono vitigni (gli internazionali) che compaiono in quasi tutti i disciplinari, es. sauvignon, cabernet, merlot, sangiovese. Ecco spiegato perché possiamo trovare sulla nostra tavola uno chardonnay siciliano affiancato da uno trentino, oppure due sangiovesi, (cloni differenti, ma questo verrà spiegato più avanti), uno romagnolo e l’altro con scritto sull’etichetta Brunello di Montalcino.
Anche nella stessa zona però, due prodotti appartenenti allo stesso vitigno possono risultare differenti sotto il profilo organolettico, e questo e dovuto alla differente vinificazione da parte delle rispettive case vitivinicole ed alla diversa interpretazione che esse danno al prodotto.
I vini che andremo a conoscere saranno quindi il frutto di varie colture e interpretazioni di cultivar talvolta identiche e talvolta diverse, che delineeranno la eclettica e mai ripetitiva qualità della vitivinicoltura italiana.