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I Bronzi di Riace – “Dal Mare al Museo”
04 Giugno 2003
Si conclude oggi, presso il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa a Roma nella Sala dello Stenditoio il convegno scientifico di due giorni dal titolo “Dal Mare al Museo”, dedicato al Satiro Danzante di Mazara del Vallo e ai Bronzi di Riace organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nella prima giornata del convegno è stato presentato il resoconto dei lavori svolti e i dati scientifici che ne sono derivati; Gli studiosi hanno inoltre discusso sugli aspetti storico-artistici ed archeologici tra i quali sono stati esposti i problemi tecnici e giuridici della ricerca archeologica nei fondali. Erano presente tutte la maggiori personalità tra sopraintendenti, chimici, archeologi e biologi. Tra le personalità di spicco era presente anche l’On. Giuliano Urbani , Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
La seconda giornata del Convegno sarà invece dedicata alla presentazione di due testi che espongono il lungo lavoro di restauro che ha interessato i Bronzi. Il convegno terminerà con un’appassionante tavola rotonda con tra i presenti Maurizio Marabelli Chimico, ex direttore laboratorio di Chimica ICR, Marco Martini, Istituto di Fisica - Professore di Esperimentazioni di Fisica presso l'Università di Milano – Bicocca, Paolo Moreno Professore di Archeologia e storia dell'arte greca e romana - Università Roma Tre e Mario Torelli Professore di Etruscologia - Università di Perugia .
Qualche settimana fa abbiamo dedicato un articolo sul Satiro Danzante, ora elenchiamo alcune curiosità circa i Bronzi di Riace, statue hanno lasciato il segno nella nostra cultura e nel mondo.
Queste due famosissime statue al momento del ritrovamento erano piene di terra e impregnate da secoli dalla salsedine. Analizzando queste incrostazioni si è scoperto che quella del bronzo B, detto "il vecchio" proveniva dall'Atene di 2500 anni fa, mentre quella del bronzo A detto il “giovane” apparteneva alla pianura dove sorgeva la città di Argo, più o meno nello stesso periodo.
Questi bronzi appartengono al “gruppo di Argo” che comprende una quindicina di altre statue di eroi, tutte provviste di elmi, lance, scudi e spade.
Degli altri bronzi rimangono solo alcuni indizi indiretti, pitture su vasi greci o copie in marmo di statue di epoca romana.
I Bronzi di Riace, alti due metri, cornee d'avorio, denti d'argento, labbra di rame rossiccio, sono stati rinvenuti nello Jonio nei pressi di Riace (RC) il 16 agosto 1972 e subito apparvero eroi di straordinaria bellezza.
Nel 1972 un sub immergendosi al largo di Riace scorge sul fondale un oggetto, che inizialmente non riesce ad identificare, si avvicina e scopre che dal fondo melmoso esce quella che lui identifica come una mano in bronzo.
Il bronzo A, detto anche "il giovane", potrebbe rappresentare Tideo, un violento eroe proveniente dall'Etolia, figlio del dio Ares protetto di Atena. Il bronzo B, detto "il vecchio", raffigurerebbe invece Anfiarao, un profeta guerriero. Entrambi parteciparono alla spedizione della città di Argo contro Tebe, e Anfiarao aveva persino profetizzato la propria morte sotto le mura di Tebe, e la devastante conclusione dell'avventura.
Ultimati i lavori di restauro, effettuati con i metodi sopra citati, le due statue sono state trasportate al Museo di Reggio Calabria dove sono tutt'ora esposte.