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Scopriamo l\'Abruzzo insieme al dott. Franco Ricci

Questa settimana Mare in Italy intervista il responsabile di Federcoopesca della Regione Abruzzo.

Dott. Ricci, sulle coste italiane sta incontrando molto successo il Pescaturismo. Come si è sviluppata in Abruzzo questa attività?
Il Pescaturismo è un’attività che in Abruzzo è ancora ad uno stato, diciamo così, embrionale. Ci sono alcune piccole realtà, fatte però di piccole imbarcazioni con reti da posta, che si stanno sviluppando sia ad Ortona che a Giulianova. Ed è davvero un peccato perché il Pescaturismo è un’attività che in Abruzzo potrebbe svilupparsi con grande successo, specie nel sud della regione, nell’area tra Ortona e Vasto ,dove la costa rocciosa con le sue calette, l’acqua trasparente e le spiagge di sassolini è ancora selvaggia e particolarmente bella.
Il Pescaturismo inoltre potrebbe essere lo strumento giusto per fare conoscere l’Abruzzo non solo come regione verde ma anche come splendida regione blu.
A questo proposito, a metà della stagione estiva appena trascorsa, è stata messa in atto un’interessante iniziativa, che abbinava questi due aspetti,questi due colori che caratterizzano l’ Abruzzo: il verde dei paesaggi e il blu della costa. In pratica, ciò che un consorzio di promozione turistica locale ha pensato di fare è organizzare degli itinerari eno-gastronomici che dall’interno portino gli amanti del gusto fino al mare dove, con la collaborazione di una cooperativa associata di Ortona, la Flying Fish, è prevista un’uscita di Pescaturismo in barca.
In questo modo al turista è offerta la possibilità di vivere a contatto con la terra senza trascurare le bellezze del mare. E parte di queste bellezze legate al mare e caratteristiche dell’Abruzzo sono anche i trabocchi
Come vede quindi per lanciare il mare dell’Abruzzo esistono interessanti possibilità e un coinvolgimento della Regione, per ciò che concerne l’ammodernamento della flotta peschereccia, aiuterebbe sicuramente ad proporre con successo un prodotto nuovo e di qualità.

Cosa sono i trabocchi?
I trabocchi sono costruzioni tipiche della zona che va Ortona verso sud. Sono palafitte, ristrutturate e riammodernate, nelle quali vengono mostrate ai visitatori le metodologie di pesca di una volta.

Cosa ne pensa del marchio Prodotto Ittico Italiano che Federcoopesca sta lanciando?
Eravamo presenti a Genova e abbiamo visto l’interesse e il successo che il lancio di questo marchio ha suscitato. L’idea di far confluire il prodotto ittico di qualità sotto un marchio nazionale è sicuramente valida, e già noi, come cooperative abruzzesi aderenti a Federcoopesca, ci stavamo interessando alla possibilità di creare un marchio di qualità regionale.
Ciò che ci auspichiamo è dunque l’abbinamento del marchio Prodotto Ittico Italiano insieme al nostro marchio, quello che identificherà la regione di provenienza.
L’idea di un’unica immagine ci sembra decisamente convincente per il consumatore, perchè è come offrire una doppia garanzia di qualità.
Purtroppo però in Abruzzo al momento non ci sono realtà associative che promuovano il prodotto ittico, manca in sostanza l’offerta. La produzione certo non manca, considerando anche la ricchezza dei nostri fondali,sabbiosi al nord e rocciosi al sud, ma il problema è che esiste un forte frazionamento produttivo. Siamo ancora carenti nella filiera e il tutto è lasciato agli accordi privati tra pescatori e commercianti.

Ma ci saranno però dei prodotti tipici legati al mare e alla tradizione della sua regione che potrebbero essere valorizzati da questo/ i marchi?
Si certo, si dovrebbero valorizzare a livello nazionale alcune specie massive come i cavalli, le sciabole e le gallinelle.

Cosa ne pensa dell’Associazione Mare in Italy che presto si costituirà per promuovere la cultura del mare?
Credo che sia un’ottima iniziativa. E’ necessario promuovere questa antica cultura soprattutto per evitare che le nuove generazioni si allontanino dalle professioni del mare.
Per far questo ritengo che per prima cosa vada riscoperto questo mondo. Così come ultimamente abbiamo visto la riscoperta dell’artigianato e dell’agricoltura e rivalutato la professionalità dell’artigiano e dell’agricoltore, ora dovremmo cercare di portare l’attenzione del pubblico sulle professioni del mare rivalutando la parte culturale di questo mondo e, insieme a questa, la professionalità del pescatore.
Mi chiedo infatti il perché di questa disparità, perché l’immagine dell’agricoltore è cambiata in questi anni e quella del pescatore no? L’agricoltore è diventato imprenditore agricolo mentre il pescatore è rimasto pescatore. Forse non tutti sanno che la crescita tecnologica che ha interessato il mondo agricolo c’è stata anche per la pesca però ancora nessuno chiama il pescatore imprenditore ittico.
Nell’immaginario comune il lavoro del pescatore è ancora considerato come un’attività rischiosa e con molti aspetti negativi, ed è comunque una professionalità che sulla scala dei valori si trova molto in basso… eppure, il pescatore di adesso non è il pescatore di 50 anni fa!
Quella del pescatore è dunque una figura e un’attività da rivalutare. Per i giovani, poi, è anche un’opportunità da considerare dal punto di vista occupazionale, specie ora con le possibilità che il pescaturismo può offrire!
Per concludere dunque, la costituzione dell’ Associazione Mare in Italy è di importanza fondamentale, perché può fare da anello di congiunzione tra modernità e tradizione e fare conoscere attraverso attività promozionali questo meraviglioso mondo che non possiamo e non dobbiamo perdere.

E come sempre chiudiamo l’intervista con una domanda a carattere gastronomico…Qual’è il suo piatto di pesce preferito?
Sono molto indeciso tra due piatti regionali che amo particolarmente e quindi ve li dirò entrambi, uno è la zuppa di pesce e l’altro è la pasta con i pelosi, che più che regionale direi locale perché è un piatto tipico di Ortona…. e spiego subito cosa sono i pelosi. Quelli che noi chiamiamo pelosi sono dei grossi granchi di colore nero con degli aculei scuri…non tanto belli da guardare ma sicuramente molto molto gustosi.

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