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Dal mare allo spazio


16 Marzo 2010

Forse non molti sanno che l’Italia fu la prima nazione, dopo Usa ed Urss, a mettere in orbita un proprio satellite. Fu verso la metà degli anni ’60 che avvenne il lancio del primo satellite italiano, il San Marco 1, da una base americana in Virginia. Il programma spaziale italiano, infatti, prevedeva la collaborazione dell’ente spaziale americano per la messa in orbita di due satelliti, tutti di progettazione italiana e considerati veri e propri gioielli tecnici. Alle fasi del lancio partecipava personale italiano altamente specializzato.
Molto originale fu il modo in cui venne messo in orbita il secondo satellite del Progetto San Marco, il San Marco 2° che partì con un razzo di produzione americana da una piattaforma di lancio situata nell’Oceano Indiano e più precisamente al largo di Malindi, in Kenia. A volere questa che è considerata come la prima base di lancio situata in mare ed il primo poligono mobile equatoriale, (situata infatti a circa 2 gradi di latitidune sud) fu l’ingegner Luigi Broglio direttore del Centro Ricerche Aerospaziali di Roma. A lui , alla sua preparazione scientifica,fortemente riconosciuta dagli americani, ed alla sua caparbietà, si deve tutto il progetto San Marco che fece conoscere in tutto il mondo le capacità tecnico-scientifiche dell’Italia.
Il complesso di lancio equatoriale San Marco era costituito dalla piattaforma omonima destinata ai lanci e sollevata sul mare grazie a “20 gambe”, del peso di 3000 tonn, e dalla piattaforma Santa Rita, del peso di 1000 tonn, che era utilizzata come centro di controllo. La struttura realizzata con poca spesa, ex piattaforma petrolifera ENI, ha permesso il lancio di diversi satelliti dal 1966 al 1988. La struttura esiste ancora oggi, è stata ribattezzata con il nome del grande professor Broglioscomparso nel 2001 e viene usata come centro di rilevamento ed acquisizione dati di satelliti.
Fonte foto: wikipedia,Liceo Scientifico Statale "Leonardo da Vinci"

A cura di Claudio Gallucci


       


 
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