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La Madreperla


24 Ottobre 2004

La madreperla è la parte interna, dura e iridescente della conchiglia di alcuni molluschi bivalvi marini (come le semplici cozze) e gasteropodi (a conchiglie univalve come le patelle), ma anche di acquadulcicoli, nei quali è spesso allo stato puro e altre volte è mista a calcite quindi con iridescenze irregolari.
E’ composta da sottili lamine di carbonato di calcio che si alternano in forma di calcite e di aragonite. L’aragonite ha struttura a lamelle, parallela alla superficie interna e costituisce l’ipostraco, ossia la madreperla con la sua tipica iridescenza dalle infinite sfumature.
Non tutte le conchiglie hanno la madreperla, ma ve ne sono alcune che, ad eccezione dello strato esterno, sono completamente madreperlacee e proprio per questo vengono usate per la realizzazione di oggetti preziosi, mentre in altre lo strato è sottile.
Per far apparire la madreperla è sufficiente una modesta raschiatura con mola abrasiva o acido corrosivo, eliminando così quello strato di conchiglia non iridescente (ostraco). I molluschi bivalvi dotati di conchiglia madreperlacea hanno solitamente anche la capacità di produrre perle. La caratteristica speciale di questo materiale naturale è l’iridescenza prodotta dal riflesso della luce sui sottili strati calcarei (piccoli cristalli prismatici) e sulla conchiolina.
Conosciuta ed adoperata sin dai tempi di Plinio ne troviamo testimonianza in alcuni testi e da ritrovamenti presso gli scavi di Pompei.
La conchiglia migliore e più usata per ricavare la madreperla è la Pinctata margaritifera (usata anche per creare cammei iridescenti), seguita dal Trocus niloticus (assai conosciuto dai fabbricanti di bottoni), dal Turbo marmoratus e dalle Haliotis.
Posate, mosaici, manici di utensili, ventagli, binocoli, intarsi, tasti per strumenti musicali, oggetti votivi, cammei e collane non sono che una piccola parte della miriade di oggetti realizzati in tutto il mondo con la madreperla. La sua polvere è utilizzata anche per il trucco, negli ombretti e nelle ciprie, ma l’oggetto più utilizzato nel mondo, fatto di madreperla, è il bottone.
In Italiavi è la più alta concentrazione di fabbriche di bottoni in madreperla e questo a fatto sì che proprio nel nostro paese si sia instaurata una tradizione vera e propria della lavorazione di questo materiale.
La conchiglie più utilizzate per i bottoni di media e piccola taglia sono quelle del Trocus niloticus, mentre per i grandi bottoni vendono utilizzate le conchiglie di Pinctata margaritifera, di Turbo marmoratus e di Haliotis.
I bottoni realizzati con le Haliotis (“orecchie di mare” o “occhi di bue”) sono sicuramente quelli più particolari per effetto di iridescenze che richiamano il verde e l’azzurro con tutte le loro sfumature, ma sono anche quelli che solitamente hanno uno spessore minore.
E’ possibile vedere, presso il Museo Malacologico di Cupra Marittima, un’esposizione, davvero singolare, di oggetti d’uso, rituali e artistici in madreperla. Reperti acquisiti tra le più remote tribù del mondo accanto ai capolavori di fattura europea, che vanno dagli inizi del secolo scorso ai giorni nostri.
Non mancano gli oggetti sacri in madreperla della Palestina, ideati nel settecento dai francescani custodi della Terra Santa, e oggi giunti a livelli artistici altissimi. Nell’ambito dell’oggettistica sono ben rappresentati i Paesi produttori del miglior artigianato basato sulla madreperla come Tailandia, Indonesia, Cina, Filippine, Messico, Egitto, Corea, Birmania, Taiwan e India. Particolare è poi la selezione di “lacche e madreperla” del Vietnam.
Fra le curiosità la “kina”, moneta in madreperla tuttora in uso in Papua Nuova Guinea, ami in madreperla utilizzati per la pesca degli squali nell’Arcipelago Salomone e statuine antropomorfe madreperlate delle tombe precolombiane.
Al museo sono presenti anche prototipi di bottoni realizzati dai maestri incisori di Torre del Greco (Izzo, Ferrigno, Icardi) che sono vere e proprie opere d’arte. Al Museo c’è anche una vecchia macchina del bottonificio Cannara di Busseto, una specie di punzonatrice rotante che perfora i gusci delle conchiglie e permette la realizzazione di tanti dischetti, del diametro desiderato che poi vengono privati del periostraco, spianati, forati e trasformati in splendidi bottoni.
Accompagna la mostra un grande catalogo utile per comprendere i grandi segreti dalla madreperla e delle conchiglie madreperlifere, e anche una sezione dello shop è dedicata ai meravigliosi cammei di Torre del Greco e alla madreperla.
La recente utilizzazione di materie plastiche non ha intaccato il prestigio dei bottoni in madreperla che non potranno mai essere perfettamente imitati.

A cura di Jada Mazzoli


       


 
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